Ancora maltrattamenti negli asili. Due maestre sospese a Cassino dalla Polizia di Stato ed una a Roma dai Carabinieri

 

CASSINONella mattinata di oggi, 10 Gennaio, personale della Polizia di Stato del Commissariato di PS Cassino – nell’ambito dell’operazione “The Children Revange” – ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip presso il Tribunale di Cassino dott. Salvatore Scalera nei confronti 2 maestre, di 54 e 63 anni, della scuola dell’infanzia di Via Zamosch per maltrattamenti continuati nei confronti di bambini loro affidati per cura e educazione.

In particolare è stata loro applicata la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio di insegnante.

Le indagini sono state avviate dagli investigatori del Commissariato di Cassino a seguito di dichiarazioni raccolte dai genitori di uno degli alunni che riferivano che loro figlio si mostrava riluttante ad andare a scuola, manifestando uno stato di ansia e disagio.

In considerazione della gravità di quanto segnalato, in quanto le vittime erano soggetti particolarmente vulnerabili e deboli, bimbi dai 3 ai 5 anni, sono state immediatamente svolte mirate investigazioni, coordinate dal SostitutoProcuratore della Repubblica di Cassino dott. Roberto Bulgarini Nomi, avvalendosi anche di mezzi tecnici.

Gli elementi emersi sono apparsi immediatamente di rilevante gravità: le maestre assumevano quasi quotidianamente nei confronti dei piccoli alunni loro affidati comportamenti violenti, spintonandoli, strattonandoli, trascinandoli con forza, in alcuni casi percuotendoli con schiaffi alla testa, costringendoli, anche con la forza, a rimanere con il capo riverso sul banco, sottoponendoli a punizioni umilianti e pericolose per la loro incolumità (ad esempio mettendoli seduti in punizione sopra un mobile), ingiuriandoli, urlandogli contro (avvicinando loro il viso a quello dei bambini) e minacciandoli (proferendo nei loro confronti frasi del seguente tenore: “ti faccio sputare io per terra, animale; ti faccio cadere tutti i denti; se fai cadere l’acqua è meglio che ti scavi la fossa; adesso vado a prendere la corda e ti lego con la corda sulla sedia”).

Dalle indagini è emerso il connotato tipico dell’abitualità dei maltrattamenti delle due maestre il cui comportamento era caratterizzato da un atteggiamento vessatorio nei confronti dei bambini finalizzato a realizzare un metodo di educazione e apprendimento fondato sull’intimidazione e sulla violenza, psicologica e fisica, anche con ricorso ad irrisioni ingiustificate, offese e denigrazioni degli alunni, generando in tal modo un clima stabile di mortificazione.

A ROMA Nella mattinata di oggi, presso la scuola dell’infanzia comunale “Pescaglia” sita nell’omonima via del quartiere Magliana, i Carabinieri della Stazione Roma – Villa Bonelli, a conclusione di attività d’indagine, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio, emessa dal Tribunale di Roma nei confronti di un insegnante del predetto istituto scolastico per il reato di maltrattamenti in famiglia aggravato nei confronti dei minori a loro affidati.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Gip del Tribunale di Roma Dott.ssa Elisabetta Pierazzi al termine di una complessa attività d’indagine diretta dal pool della Procura della Repubblica coordinato dalla Dott.ssa Maria Monteleone.

Secondo quanto accertato attraverso un sistema di intercettazione ambientale audio-video installato nell’aula della Sezione “Tempo Pieno” ove si svolgevano le attività scolastiche dei bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni, l’indagata maltrattava abitualmente i minori con vessazioni psicologiche e fisiche altamente mortificanti.

Le indagini hanno permesso di constatare diversi episodi di violenza che l’insegnante compiva, quotidianamente, nei confronti dei piccoli allievi: sculacciate, schiaffi, il ricorso abitale ad urla per rimproverare i bambini e all’utilizzo di punizioni mortificanti.

Le condotte contestate, piuttosto frequenti, avevano creato un vero clima di tensione certamente incompatibile con le finalità educative e in grado di ledere l’integrità e la serenità dei bambini che, mostrando un evidente stato di disagio ed assumendo comportamenti anomali, avevano messo in allarme i genitori che si sono subito rivolti ai Carabinieri.

Il caso di Ariccia [•>]

 

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